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domenica 3 settembre 2017

Boia che trail! - Besnate

boia!

Difficile credere che a distanza di anni, uno sport possa ancora regalarti emozioni con la E maiuscola…
…e invece in una sera di fine estate, ecco la gara che ti trasmette qualcosa di mai provato fino ad oggi.

Ma partiamo dal principio, quando qualche mese fa per puro caso mi sono imbattuto nella pagina web del “Boia che trail!”, una competizione di circa 13,5km, con un percorso interamente immerso in natura e con la particolarità di dover essere corso in coppia.
Neanche il tempo di pensarci su e avevo già mandato un messaggio all’amico Antonio Vasi per vedere se fosse disponibile ad accompagnarmi in questa nuova avventura.
Antonio il gigante dal cuore buono, non si è fatto pregare e così all’apertura delle iscrizioni, quella del “Pota che Team” (Bollini–Vasi) è probabilmente stata una delle primissime a giungere agli organizzatori.

Ieri il grande giorno.
Ci presentiamo in Piazza Mazzini a Besnate, dov’è fissato il centro nevralgico dell’intera manifestazione, carichi di aspettative, ma anche di innumerevoli acciacchi…
Ritiriamo il pacco gara e i pettorali, scambiamo qualche chiacchiera con i numerosi amici presenti e poi via verso l’auto per cambiarci e iniziare un breve riscaldamento.

partenza

Ore 17.30, sulle note della musica sparata a palla dagli altoparlanti, arriva il conto alla rovescia; pochi attimi con l’adrenalina che sale a livelli da ricovero, ed eccoci lanciati in discesa verso la mitica Valle del Boia.
Mi porto quasi immediatamente al comando, trascinando nella mia scia il compagno di team Antonio, oltre alla coppia dei “Kanguri Padani” (Coltro–Roberts) e a quella dello “Zara Team” , mentre il resto del gruppo comincia a perdere terreno.

la prima salita

Io e Antonio continuiamo a spingere con decisione, tanto che al 2°km dopo aver affrontato una prima salita su asfalto, ci ritroviamo al comando in compagnia della sola coppia degli indiavolati Coltro & Roberts; ci inoltriamo nella fitta vegetazione dei boschi arrivando rapidamente ai piedi della seconda e più lunga asperità di giornata, dove uno scatenato Luke Roberts mette tutti alla frusta (compreso il suo compagno di squadra Fernando Coltro!) e comincia a guadagnare terreno.

la valle del boia...

Si susseguono brevi strappi taglia gambe a discese dove bisogna porre la massima attenzione a causa del terreno reso viscido e scivoloso da acqua e fango, ma la situazione rimane praticamente cristallizzata almeno fino a circa 4km dalla conclusione, con la coppia dei Kanguri Padani al comando in solitaria, inseguiti ad un centinaio di metri di distacco da me e da Antonio.
Improvvisamente ci troviamo catapultati sulla salita più impegnativa dell’intera gara: uno strappo dalle pendenze proibitive, tanto che per riuscire ad affrontarle, è stata predisposta una fune per aiutarsi nella risalita…
Scolliniamo e nonostante la fatica, capisco che le sagome di Coltro e Roberts son sempre lì alla nostra portata; Antonio è leggermente in difficoltà, io sto un po’ meglio e decido di rientrare da solo sulla coppia di testa per provare ad innervosirli e magari a rimescolare un po’ le carte.
Detto fatto impiego poche centinaia di metri per chiudere il gap che mi divideva dai Kanguri Padani e frappormi tra i due atleti di testa, nel tentativo di rompergli il ritmo e facilitare il rientro di Antonio.

salita con fune

Roberts probabilmente non si accorge subito di avermi alle calcagna al posto del suo compagno di team e aumenta ancora il ritmo staccando di fatto Coltro.
Siamo quindi io e Roberts a sbucare fuori per primi dal bosco ad un chilometro dall’arrivo, dove è posta la zona di ricompattamento e dove veniamo fermati entrambi perchè privi del rispettivo compagno di squadra; i pochi secondi di attesa paiono un’eternità…
Poi ecco il rumore di fogliame preannunciare l’arrivo di qualcuno: è Coltro, che permette a Roberts di ripartire; pochi attimi ed ecco arrivare anche super Antonio!
Lo vedo provato, ma lo conosco bene e so che a questo punto non mollerà e ce la giocheremo fino alla fine…

Io mi riporto immediatamente sulla coppia di testa, Antonio fatica davvero molto, ma ai piedi della discesa è rientrato anche lui; iniziamo la salita conclusiva e mentre io e Roberts facciamo a “sportellate” scappando nuovamente via ai nostri compagni d’avventura, Antonio centimetro dopo centimetro riesce a mettere qualche metro fra lui e Coltro.
Transito per primo in piazza Mazzini, l’arrivo è ormai imminente, rallento restando quasi in surplace nella speranzosa attesa che il primo a raggiungermi sia Antonio…

Così è!
Ci prendiamo per mano e ci involiamo vittoriosi sotto al gonfiabile dell’arrivo, dove finalmente possiamo far esplodere la nostra felicità!
Primi, con il tempo ufficiale di 54’09”, che ritocca di oltre 4’ il record della manifestazione stabilito lo scorso anno dalla coppia Toniolo-Giannelli.

arrivo

CLASSIFICA COPPIE UOMINI: 1a Pota che Team (Giuseppe Bollini – Antonio Vasi) 54’09”, 2a Kanguri Padani (Fernando Coltro – Luke Roberts) 54’17”, 3a Gli allegri momò (Michel Cagnacci – Fabio Di Centa) 57’18”, 4a Zara team (Graziani – Godio) 57’22”), 5a Cagnach (Duchini – Polloni) 57’31”.

CLASSIFICA COPPIE DONNE: 1a Le canarine (M. Fall – C. Cerlini) 1h09’03”, 2a The over green ones (M. Casiraghi – G. Zuccarotto) 1h11’32”, 3a Panda 4x4 (A. Matli – S. Lissandrelli) 1h11’46”, 4a Le gniiioranti (P. Monzani – V. Quadri) 1h13’18”, 5a Pier desa team (M. De Santis – B. Pierini) 1h13’40”.

CLASSIFICA COPPIE MISTE: 1a I pumas (Mauro Toniolo – Eugenia Vasconi) 1h03’18”, 2a I soci (A. Maino – G. Galbiati) 1h05’07”, 3a Poenta&nduja (M. Gioco – F. Conte) 1h05’55”, 4a Gli amici di Antonio (A. Colnaghi – M. Stracciari) 1h07’18”, 5a Rolling stones (R. Leonardi – M. Bossi) 1h08’49”.

CLASSIFICA GENERALE       CLASSIFICA CATEGORIE

premiazioni maschili

Probabilmente una delle gare più emozionanti che abbia mai corso e che difficilmente scorderò; grazie di cuore al mio amico e socio d’avventura Antonio Vasi, che pur in leggera difficoltà, ha stretto i denti e non ha mai mollato fino all’ultimo metro e grazie anche agli amici/avversari Coltro-Roberts, senza i quali la corsa non sarebbe stata così esaltante e combattuta!

Infine un grosso plauso a tutti coloro si sono adoperati per mettere in piedi l’evento!
In primis per la riuscitissima formula della gara da correre in coppia, poi per l’ottima organizzazione che non ha trascurato davvero niente: pacco gara, ristoro, docce, WC, ampi parcheggi, buono pasto, musica dal vivo, ricche premiazioni, ma soprattutto un tracciato segnalato e presidiato in maniera impeccabile.
Grazie di tutto!

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