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lunedì 27 ottobre 2025

Valbossa Duathlon Offroad - Jerago con Orago (VA)

Qualche settimana fa, complice una condizione fisica in leggera crescita, mi sono fatto prendere la mano e oltre alle solite garette, ho proposto ad un mio collega di lavoro e amico, appassionato di ciclismo, di fare coppia al “Valbossa Duathlon Offroad” di fine Ottobre…
Gara che come fa presagire il nome è interamente in fuori strada, su un tracciato boschivo di circa 8km ricavato nella Valle del Boia; un giro da 8,2km per i podisti e 2 giri da 7,8km per i ciclisti.

Marco non ha esitato un attimo e l’iscrizione è stata solo questione di giorni.
Ed eccoci così alla giornata di ieri, dove una mattinata decisamente fresca ma bella e soleggiata ha salutato la 10a edizione della manifestazione organizzata dai Runners Valbossa.

Ore 8.15 circa, io e Marco siamo già sul posto; ritiriamo i pettorali e ci prepariamo per andare a fare un breve sopralluogo del percorso.
Così mentre Marco in sella alla sua MTB sta prendendo confidenza con la prima parte del tracciato, io in compagnia di Francesca Vaccaro sto facendo lo stesso ma di corsa.
Mi basta circa un chilometro per farmi pensare: “ma cosa mi è venuto in mente di iscrivermi?!?”
Già, perchè io non ho mai amato troppo i percorsi tecnici in fuori strada e ogni anno che passa, mi danno sempre più noie…
Passaggi in single track, sali scendi, sassi, radici, tronchi, insomma tutto ciò che uno stradista può detestare qua c’è!

Comunque, ormai sono in ballo e devo ballare!
Ore 9.30, dal cortile delle scuole di Jerago, arriva il colpo di pistola.
A prendere da subito le redini della gara è il favorito della frazione di corsa, Federico Pisani, tallonato dalla compagna di Team Marta Latino; io mi accodo, anche se il ritmo imposto da Federico è da subito alto.

Affrontiamo un tratto decisamente tortuoso, prima di scalare la prima salita di giornata, dove mi porto al 2° posto; il sole è basso e filtrando tra le fronde delle piante, in alcuni tratti mi acceca…
Risultato non ho ancora concluso il primo chilometro, quando metto un piede su un tronco che proprio non avevo visto, rischiando di finire subito a terra…
Miracolosamente riesco a restare in piedi, ma la mia “sicurezza” e di conseguenza la mia velocità calano immediatamente.
Così, se già non sono un fulmine su questo tipo di fondo, adesso sto andando con i freni tirati…

Vengo ripreso da Enzo Cottone e Luca Alamari, con i quali farò gran parte della gara; sopravanzato dai due ogni volta che ci sono discese o passaggi un filo tecnici, per poi riprenderli e rimetterli dietro quando il sentiero si fa largo e pianeggiante.
Arrivo così attorno a metà del 6°km, quando decido di rompere gli indugi e schiacciare sull’acceleratore.
Allungo progressivamente, fino a sbucare nel brevissimo tratto di asfalto che riconduce alle scuole, dove ad attendermi c’è Marco.

Arrivo così nella zona cambio alle spalle di Federico Pisani, che però mi ha rifilato circa 3’…
Batto il cinque a Marco che stava scalpitando e che finalmente può lanciarsi in sella alla sua MTB!
Mentre riprendo fiato e assisto agli arrivi degli altri podisti, la gara di Marco è entrata nel vivo; il mio socio fa un primo giro a cannone e al nuovo passaggio in zona cambio, ha rosicchiato ben 30” a Filippo Narsi che è il biker in coppia con Pisani, che occupa il 1° posto grazie all’ottima frazione corsa proprio da Federico.

Nel secondo giro la stanchezza comincia a presentare il conto a Marco, che non riesce a guadagnare ulteriori secondi e chiude la sua prova col 6° tempo assoluto della frazione in bici; ad ogni modo, la somma dei nostri due tempi, ci permette di conquistare il 2° posto assoluto del duathlon, preceduti solo dal duo Pisani-Narsi.

Premiati i primi tre concorrenti delle varie categorie: individuale, coppie maschili, coppie femminili e coppie miste.
Tutte le classifiche le trovate >>>QUA<<< mentre le foto sono disponibili sul >>>sito della manifestazione<<<.

Bravi ai Runners Valbossa che hanno preparato in maniera impeccabile il percorso (se in 8km di bosco non ho sbagliato io, vuol dire che era praticamente impossibile!!) e grazie a Marco Colombo, con cui ho condiviso fatica e podio!

domenica 4 settembre 2022

Boia che Trail - Besnate (VA)

Dopo 2 anni di stop, causa restrizioni Covid-19, ieri in quel di Besnate, è finalmente tornato in scena il “Boia che Trail” !
Sono stato indeciso fino all’ultimo se partecipare o meno, poi grazie alla particolare formula della gara che prevede che si corra in coppia, ho pensato che sarebbe stata l’occasione giusta per coinvolgere un amico, con cui ci tenevo a fare qualcosa del genere.

Ed ecco che anche grazie al sostegno di Chiara Naso e della sua Parafarmacia AttivaSalute, è nato il Team BramBollini: il sottoscritto in coppia con Marco Brambilla!
Visto che entrambi non siamo esattamente di primo pelo (…), abbiamo subito fatto nostro il famoso detto “gallina… anzi galline vecchie fan buon brodo”, da cui è nato il nostro logo che abbiamo fatto stampare sulle bellissime canotte create appositamente per l’evento!

Coppia inedita e anche abbastanza insolita, visto che sia io che Marco, siamo decisamente degli stradisti, che non amano particolarmente la corsa in fuori strada…
Insomma due pesci fuor d’acqua!

Ore 17.00, con la musica sparata a millemila decibel e la voce di Daniele Bonesini a scandire il conto alla rovescia, arriva il via!
Si parte abbastanza spediti, nelle prime posizioni ci sono le coppie Pisani-Zucchiatti, Duchini–Bosco, i fratelli Guglielmetti e la mia e di Marco; sono io a fare l’andatura per i primi 2km, fino a che l’entrata nel bosco mi rallenta leggermente…
Fatico un po’ in questo frangente di gara, lasciando strada a Marco, che a sua volta si mette in scia delle coppie Pisani-Zucchiatti e Guglielmetti.

Affrontiamo la dura ascesa che ci porta in vetta al Montediviso, purtroppo subiamo il sorpasso anche da parte di Duchini-Bosco, ma la gara è ancora lunga e per esperienza so che c’è tutto il tempo per recuperare.
Intorno a metà gara, comincio a sentirmi meglio: riprendo l’iniziativa, spronando Marco che invece pare essere un po’ in difficoltà.

Arriviamo ad attaccare la famosa salita del boia (per intenderci quella dove c’è la fune per agevolare la salita), in 4a posizione, ma non troppo distanti da chi ci precede.
Come sempre successo nelle precedenti edizioni a cui ho partecipato, anche ieri la gara si è decisa nei chilometri che dallo scollinamento della salita del boia, portano alla zona di ricompattamento: in cima alla salita siamo stati raggiunti da una coppia di atleti del G.S. Bognanco, io non mi sono reso conto che Marco si fosse staccato e ho realizzato di essere rimasto da solo in mezzo “alle linee nemiche”, almeno dopo un paio di chilometri!

Rallento vistosamente, con la coppia targata Bognanco che se ne va agevolmente, nel frattempo mi riprende anche un concorrente di un altro team, anche lui rimasto solo…
Rallentiamo entrambi, tanto che cominciamo a parlottare scherzando su chi dei nostri compagni arriverà per primo e ci permetterà di ripartire.
Purtroppo per me, è il suo compagno di squadra a sbucare per primo alle nostre spalle e cosa ben peggiore, avvisandomi che Marco è caduto…

Mi fermo, rimango sul posto alcuni interminabili secondi non sapendo cosa fare; poi decido di invertire la marcia e andare a vedere dov’è Marco e come sta.
Mi passa un altra coppia e dopo qualche altra decina di metri percorsi contromano, vedo finalmente la sagoma del mio socio arrivare!
Ha una caviglia dolorante, ma sta correndo e sembra determinato ad arrivare al traguardo!

Finalmente sbuchiamo su asfalto, dove ci attende l’ultimo chilometro di questo Boia che Trail…
Chiudiamo la nostra avventura in 6a posizione, un po’ amareggiati e delusi, ma comunque divertiti.

Come scrivevo, gara che ogni volta che l’ho corsa, nel bene o nel male si è sempre decisa dopo la salita del boia.
Quest’anno a noi è andata male, così com’è andata male alla coppia Pisani-Zucchiatti, che più o meno nello stesso tratto, hanno dovuto alzare bandiera bianca a causa di un crampo e conseguente caduta di Zucchiatti.

>>>CLASSIFICA WEDOSPORT<<<   >>>CLASSIFICA EXCEL<<<

lunedì 22 novembre 2021

Urban Trail Pettenasco (NO)

Ieri a Pettenasco, nella splendida cornice del lago d’Orta, è andato in scena l’ultimo appuntamento 2021 targato Circuito Running; un Urban Trail, che di Urban aveva poco, ma che in compenso ha regalato scorci davvero mozzafiato!
Due i tracciati tra cui scegliere: il corto da 9km poi rivelatosi quasi di 11 e il lungo di 16km.

Data la mia scarsissima propensione per questo tipo di gare, ho optato per il percorso più breve, che comunque presentava un dislivello D+/D- di circa 300 metri e una discesa in alcuni tratti anche piuttosto tecnica.

Partenza unica alle 9.30 sia per la lunga che per la corta, con il percorso che fino al 9°km è il medesimo: salita e discesa di uno dei colli che circondano la zona, poi mentre la corta si dirige all'arrivo, ai concorrenti della lunga tocca un'altra scalata fino alla suggestiva croce del Monte Barro, prima di potersi fiondare a loro volta verso il traguardo.

Appena partiti, ad incendiare le polveri è Salah Ouyat, che sfruttando il giro di lancio abbastanza pianeggiante e scorrevole mette subito qualche metro tra se e il resto del gruppo; alle sue spalle a “coordinare” l’inseguimento, ci siamo io, Federico Pisani, Felipe Valsesia e Paolo Dellavesa.

Abbandoniamo l’asfalto e il sentiero s’impenna subito in maniera violenta; Ouyat continua a guidare la corsa, Pisani si è portato in 2a posizione, mentre io vengo scavalcato da Valsesia, Dellavesa e anche da Pietro Giavina.
L’ascesa è davvero dura, sia per la pendenza notevole, sia per il fondo, che tra sassi, fogliame e acqua, risulta spesso scivoloso.

Ci metto un po’ a digerire il cambio di pendenza fatto dalla partenza al sentiero, ma poco alla volta trovo il giusto ritmo, tanto che rimetto dietro Giavina e prima di arrivare allo scollinamento dove è posto lo splendido santuario di Miasino, da dove si gode una splendida vista lago, ho ripreso anche Valsesia, Dellavesa e vedo il duo Ouyat-Pisani a non più di una decina di secondi.

Inizia la discesa e ahime, iniziano i miei problemi…
Mi sento come al solito un pesce fuor d’acqua, rallento moltissimo e nonostante tutto sono perennemente a rischio caduta…
I primi si allontanano rapidamente, mentre io sono più indaffarato a cercare di non finire a terra che altro…

Finalmente sbuchiamo su asfalto, la strada continua a scendere, ma adesso posso tornare a concentrarmi sulla corsa e a spingere a fondo!
Sono al 2° posto della gara corta, con Ouyat che occupa la prima posizione ma che non è troppo lontano; arrivo in prossimità dei cartelli che indicano il bivio tra i due percorsi: corta a sinistra, lunga a destra.
C’è però un piccolo problema, tra i cartelli e il bivio, c’è un altro bivio…
Io mi fiondo a sinistra, ma un volontario mi richiama; mi fermo, chiedo informazioni e gli dico del cartello appena passato; lui non ne sa molto, sta di fatto che mentre sono fermo per cercare di capire dove devo andare, vedo sfrecciare Coubaly Bourama, che ha approfittato della mia sosta per rientrare e passarmi.
Smetto subito di parlare e mi fiondo al suo inseguimento, ma ora che rilancio l’andatura, il portacolori della Caddese si è già avvantaggiato di una cinquantina di metri…

L’ultimo chilometro è un forcing continuo, io nel tentare di rientrare e lui nel tentare di tenermi a distanza, ma le energie sono ormai quelle che sono e il distacco rimane invariato fino sotto il gonfiabile dell’arrivo.
Chiudo così la mia fatica al 3° posto assoluto, coprendo i 10,75km rilevati al mio GPS in 45’12”.

PERCORSCO CORTO
CLASSIFICA MASCHILE: 1° Salah Ouyat – Circuito ranning (44’30”), 2° Coulibaly Bourama - Atl. Caddese (45’02”), 3° Giuseppe Bollini – Circuito Running (45’12”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Monica Coppo - Team Locca (54' 12'), 2a Maria Giovanna Cerutti - G.S.A. Valsesia (54'34''), 3a Chiara Belardelli - La Genzianella (58' 47'').

PERCORSO LUNGO
CLASSIFICA MASCHILE: 1° Federico PISANI - Gam Whirlpool (1h10'37''), 2° Paolo Dellavesa (1h14’37”), 3°  Felipe VALSESIA – La Genzianella (1h14’37”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Angela Anni - Podistica Arona (1h36'10''), 2a Tatjana Perrin (1h39'12''), 3a Ilaria Zucca - Atletica Marathon Bellinzago (1h39'13'').

>>>CLASSIFICA CORTO<<<         >>>CLASSIFICA LUNGO<<<

Come sempre ottima organizzazione del Circuito Running, unico neo quel cartello indicante il bivio tra lunga e corta, posto in un punto non troppo felice.
Con le gare targate Circuito Running ci si rivede nel 2022, adesso un po’ di meritato riposo…

domenica 24 ottobre 2021

GSP Purple Trail - Besnate (VA)

Qualche anno fa, quando l’amica Chiara Naso, quasi per gioco aveva stampato qualche canotta “Team AttivaSalute” con la mitica farfalla “purple”, nessuno compreso lei, avrebbe mai immaginato cosa si sarebbe messo in moto da lì in poi.
Oggi il “Team AttivaSalute” è una bella realtà del podismo Varesino, una società giovane, dinamica e in continua crescita, tant’è che oggi a Besnate, è andata in scena la 1a edizione del “GSP Purple Trail”, nonchè 1a gara targata “Team AttivaSalute”.

300 gli iscritti a questa prima edizione, con i pettorali andati esauriti già diversi giorni prima della data dell’evento; numero che probabilmente sarebbe stato decisamente superiore se Chiara e la sua squadra non avessero fissato un tetto massimo decisamente votato alla prudenza.

La mattina per me è cominciata in modo già piuttosto movimentato:
esco di casa, salgo in macchina e mi ricordo di non aver preso il pettorale; allora risalgo di corsa in casa per accorgermi che in realtà il pettorale è sempre stato in auto…
Parto, ma prima di recarmi a destinazione in quel di Besnate, devo passare dai miei, perchè ieri ho lasciato il Garmin da loro…
Praticamente da quando sono uscito (la prima volta) da casa, a quando sono arrivato a Besnate (circa 5km), ci avrò impiegato tre quarti d’ora…

Posteggio, apro la portiera dell’auto e…
Aaaaahhhhh, finalmente torno a respirare quell’atmosfera che mi mancava da almeno 2 anni, gli amici di sempre, la goliardia, le chiacchiere pre-gara e quella piacevole sensazione di sentirmi a casa.

Ore 9.00, dal vialone antistante il Campo Sportivo, che tante volte ha ospitato le partenze del Giro Podistico del Varesotto, arriva il via.
500 metri si e no su strada asfaltata, prima di addentrarci nei boschi del Parco del Ticino, che da qui in avanti faranno da cornice agli 11,5km della competizione.
Federico Pisani sempre più in forma, ben presto saluta tutti e si allontana in solitaria, mentre io mi assesto alle sue spalle in compagnia di Matteo Raimondi, Michele Merlo, Carmine Gallo e Giuseppe Duchini.

Sarà che non sono più abituato alle gare, tanto meno a quelle in natura, sarà che sto invecchiando (…), sta di fatto che fatico davvero moltissimo.
Guardo l’orologio, pensando di essere già a metà percorso se non oltre il giro di boa, mentre invece il GPS impietoso, mi restituisce un misero 3,8km…

Il percorso è davvero molto muscolare, con un continuo alternarsi di sali scendi più o meno impegnativi, con alcuni tratti in discesa anche un filo tecnici, dove naturalmente il sottoscritto si stacca inesorabilmente dal gruppetto di cui faceva parte.
Nei tratti meno ostici, devo fare gli straordinari per riportarmi sotto a Matteo e Carmine, però nel frattempo Duchini e Merlo si sono ulteriormente avvantaggiati…

Arriviamo all’ultimo chilometro, siamo sempre io, Matteo e Carmine che ci alterniamo a fare l’andatura, ma senza che nessuno ceda il colpo; provo a forzare il ritmo, sento Matteo un po’ in difficoltà, ma Carmine oggi è davvero in palla e non molla un centimetro…
Sbuchiamo nuovamente su asfalto, lo stesso tratto fatto alla partenza, 500 metri di passione per una volata interminabile; nella foga sbagliamo anche a incanalarci e invece di entrare nel tratto ciclabile, allunghiamo di qualche metro buttandoci sullo stradone asfaltato, curva e destra e rettilineo finale…
…Matteo rimane un filo staccato, io invece affianco Carmine che nel frattempo si era portato davanti; facciamo qualche metro appaiati, ma alla fine devo alzare bandiera bianca.

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Federico Pisani – Team AttivaSalute (43’03”), 2° Giuseppe Duchini – Cardatletica (46’17”), 3° Michele Merlo – Cardatletica (46’37”), 4° Carmine Gallo (47’22”), 5° Giuseppe Bollini (47’26”), 6° Matteo Raimondi (47’37”), 7° Luciano Giamberardino (48’55”), 8° Alberto Rossi (49’01”), 9° Simone Prina (49’13”), 10° Augusto Schirosi (49’37”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Martina Gioco – Runners Valbossa (54’00”), 2a Simona Lo Cane – 100% anima trail (55’36”), 3a Elena Soffia – Maratoneti Cassano (56’03”), 4a Sofia Barbetta (57’10”), 5a Martina Menegotto (57’57”), 6a Antonella Panza (59’09”), 7a Roberta Tosi (60’31”), 8a Emanuela Manzoni (60’59”), 9a Anna Maria Ianello (61’21”), 10a Loredana Civello (62’32”).

Innanzi tutto un grazie di cuore a Chiara e Stefano, senza di loro, oggi io non sarei venuto e mi sarei perso una gran bella giornata!
Poi naturalmente oltre ai ringraziamenti, sono d’obbligo anche i complimenti, per una manifestazione davvero curata sotto ogni minimo dettaglio, con un’organizzazione che si è dimostrata già matura e ben oliata nonostante fosse alla sua prima esperienza: bravi tutti!

>>>FOTO Podisti.net by Arturo Barbieri<<<

domenica 15 dicembre 2019

Il Trail di Eric il folletto - Gargallo (NO)

Dopo oltre un mese dall’ultima gara, nonostante la condizione non sia certo delle migliori, stamane sono tornato a spillare il pettorale alla canotta.
Per l’occasione ho scelto la suggestiva gara organizzata dalla mia società Circuito Running: “Il Trail di Eric il folletto”, che snodandosi interamente sulle colline che sovrastano i paesi di Gargallo e Soriso, offriva la possibilità di scegliere tra la distanza di 15,8km con 580mt D+ e quella di 21,7km con 980mt D+.

Ritiro del pettorale (per i 15,8km che già bastano e avanzano!), un buon caffè e via per un breve riscaldamento; ore 9.29 tutto è pronto per la partenza…
…3, 2, 1, si va!

Giusto un chilometro scarso per le vie del paese, prima di tuffarci nei boschi, dove l’aperitivo è subito un bel corso d’acqua da guadare con piedi a mollo.
Superato il torrente, il sentiero si impenna immediatamente tra chilate di fango e rimasugli di neve bagnata; sulle prime dure rampe della salita, vengo raggiunto e passato da Claudio Guglielmetti, Michele Fantoli, Salah Ouyat e Federico Poletti.
Mi accodo e seppur con un po’ di sofferenza, arrivo allo scollinamento posto attorno al 3°km sempre in compagnia del gruppetto sopra citato.

I problemi per me iniziano sulla prima discesa…
…so di non essere un trailer, tanto meno un discesista, con questo fondo poi dove ad ogni passo si rischia di scivolare, non ne parliamo…
Rispetto agli altri son davvero fermo, ed inevitabilmente mi ritrovo rapidamente staccato dai battistrada.
Attorno al 4°km la strada torna ad inerpicarsi bruscamente, fino a raggiungere attorno al 6°km la quota più elevata dell’intero percorso; allo scollinamento il distacco da chi mi precede è rimasto invariato: circa una cinquantina di metri, ma adesso un’altra discesa ben più lunga e insidiosa della precedente è lì ad attendermi…

Il rischio di finire a terra è troppo alto, rallento vistosamente con le sagome dei battistrada che si fanno sempre più lontane, fino a sparire dalla mia visuale…

Nel frattempo Fantoli e Guglielmetti hanno preso il percorso da 21,7km, quindi io mi trovo in 3a posizione sui 15,8km dietro ad Ouyat e Poletti.
Corro abbastanza bene fino attorno all’11°km, dove l’ennesima discesa scavezzacollo, mi fa perdere un’altra posizione in favore di Marco Deagostini…

Ultimi chilometri attraversando pratoni ghiacciati, un altro guado congela piedi e dulcis in fundo una salitazza asfaltata spezza gambe, prima di ripresentarmi presso il centro sportivo di Gargallo dove ad attendermi c’è il meritatissimo gonfiabile del traguardo.
Chiudo così la mia fatica al 4° posto assoluto, coprendo i 15,8km rilevati al mio GPS in 1h15’19”.

15,8KM
CLASSIFICA: 1° Salah Ouyat – Circuito Running (1h12’22”), 2° Marco Deagostini (1h12’36”), 3° Federico Poletti – G.S. Fulgor Pratosesia (1h13’07”), 4° Giuseppe Bollini – Circuito Running (1h15’19”).

21,7KM
CLASSIFICA: 1° Claudio Guglielmetti - G.S. Fulgor Pratosesia (1h48’51”), 2° Michele Fantoli – A.S.D. Caddese (1h49’21”), 3° Tommaso Marziani – A.S.D. Gravellona (1h54’48”).

Sapevo che questa non era certo una gara per me, ma mi sono comunque divertito ed è stata l’occasione per tornare a salutare un po’ di amici piemontesi, tra cui il mitico presidente Orfeo Pettinaroli!
Adesso me ne torno in letargo per un altro po’…

domenica 8 settembre 2019

Boia che trail - Besnate (VA)

Ancora una volta, dopo le partecipazioni dello scorso anno e quella del 2017, ieri mi sono presentato a Besnate per la 4a edizione del “Boia che trail”, la caratteristica corsa immersa nei boschi della Valle del Boia, da disputare rigorosamente in coppia.
La novità (per me), è che stavolta non sarà l’amico Antonio Vasi a gareggiare al mio fianco (purtroppo Antonio è alle prese con una serie di problemi fisici che non gli danno tregua), ma il giovane Federico Pisani; l’altra novità (questa per tutti) è il percorso, che in questa edizione oltre ad esser passato ad uno sviluppo di 15km, ha visto l’inserimento di 3 aspre salite…

Così dopo aver sbrigato le solite formalità, io e Fede ci buttiamo in strada per un breve riscaldamento, non fosse altro per provare ad esorcizzare un po’ la tensione del momento…
Entrambi ci teniamo a far bene, ma le incognite sono molte: a partire dalle nostre reali condizioni di forma, a quelle degli avversari con cui ci dovremo misurare, per finire coi dubbi sul nostro affiatamento, che prima di oggi non è mai stato testato…

Dopo un breve briefing con le informazioni del caso, alle 17.00 si parte.
Nonostante le raccomandazioni della “capa” Attiva Salute Chiara Naso (che colgo l’occasione per ringraziare per la sponsorizzazione), al via mi fiondo al comando schizzando letteralmente fuori dal gruppo e creando da subito un buco…
Anche il mio compagno di team rimane attardato, così dopo un primo mille abbastanza allegro, comincio a rallentare leggermente per vedere se Federico ha il passo giusto per uscire dal gruppo e ricompattarsi col sottoscritto.
Per facilitare le cose, rallento ulteriormente, col risultato che oltre a Federico, rientrano anche le coppie del Campo dei Fiori (Toniolo-Piccinelli) e dei Cagnach (Duchini-Polloni)…

Siamo attorno al 5°km, quando in un tratto in discesa è proprio il duo Toniolo-Piccinelli ad affondare il colpo, portandosi al comando e forzando il ritmo; senza pensarci troppo, lancio uno sguardo d’intesa a Federico e ricomincio a martellare come il più laborioso dei fabbri!
Riconquisto rapidamente la testa della gara e continuo a spingere senza remore; pur senza voltarmi, percepisco la presenza di qualcuno che mi è rimasto in scia, il dubbio è se sia Federico o qualcun altro…

Rifiato un attimo, mi volto e vedo che a tallonarmi è proprio la canotta rosa di Federico, mentre tutti gli altri si sono nuovamente staccati!
Capisco in questo momento che oggi possiamo anche giocarci la vittoria.
Da qui in avanti è una cavalcata solitaria, con il sottoscritto sempre a fare l’andatura e con Federico carichissimo e super concentrato nel rimanermi in scia!
La determinazione di Federico mi sorprende: non l’ho mai visto andare così forte!!

Arriviamo all’ultima ascesa boschiva, quella da affrontare con l’ausilio di una corda per riuscire a superare le pendenze che in alcuni tratti sono semplicemente micidiali!

Scolliniamo e senza neanche il tempo di riprender fiato rilancio di nuovo la velocità; e in questi ultimi chilometri di gara che Federico mostra qualche segno di cedimento.
Continuo a fare l’andatura, procedendo un po’ ad elastico: rallento quando Fede perde terreno e riaccelero incitandolo a gran voce appena Fede si rifà sotto; ad ogni modo, pur rallentando un filo la nostra cavalcata, il divario da chi c’insegue rimane ragguardevole, permettendoci di arrivare all’uscita del bosco in zona ricompattamento, con un vantaggio comunque rassicurante sui più immediati inseguitori.

Ci lanciamo in discesa e poi su per l’ultima salita che riporta verso la piazza del paese e verso il gonfiabile dell’arrivo; rallentiamo, ci prendiamo per mano e ci godiamo gli ultimi metri in mezzo ad un bel pubblico che ci applaude e ci incita a gran voce. VITTORIA!

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Team Vacca Boia by Attiva Salute – Giuseppe Bollini / Federico Pisani (1h02’38”), 2° i Cagnach – Giuseppe Duchini / Fabio Polloni (1h03’03”), 3° Campo dei Fiori Team – Mauro Toniolo / Francesco Piccinelli (1h03’33”).

CLASSIFICA FEMMINILE: 1° Stambek Gemy – Sara e Fabiana Rapezzi (1h13’53”), 2° Le fantastiche 2 – Giovanna Terraneo / Antonella Sirtori (1h15’18”), 3° Le Wonder Woman – Laura Maffioli / Raffaella Nebuloni (1h28’21”)

CLASSIFICA MISTA: 1° Insubria Sky Team – Stefano Schievenin / Marta Latino (1h12’28”), 2° Pici Team – Diego Giacomini / Mara Minato (1h14’00”), 3° Black & White by AttivaSalute – Fabio De Paoli / Elisabetta Di Gregorio (1h14’36”).

   

Felicissimo di esserci stato, aver dato il massimo, aver condiviso la miriade di emozioni con l’amico Federico ed esser riusciti a cogliere la vittoria!

Infine complimenti a Marco Longhin  e a tutti gli organizzatori, perchè se organizzare al meglio un evento come questo, non è certo una cosa semplice, lo è ancor meno riuscire a riconfermarsi anno dopo anno: bravi, ci vediamo nel 2020 per la 5a edizione del “Boia che trail”.

domenica 2 settembre 2018

Boia che trail! - Besnate (VA)

su le mani

Sono sempre stato piuttosto restio ad accettare inviti a correre gare a staffetta o in team, non perchè non mi faccia piacere, ma perchè l’idea di non riuscire a tener fede all’impegno preso o di deludere le aspettative, mi frena irrimediabilmente.

Una delle rare partecipazioni in una gara a coppie, era stata al “Boia che Trail” dello scorso anno, che mi aveva letteralmente stregato…
Così, dopo aver sentito il mio “socio” Antonio, anche per il 2018 abbiamo deciso di ripresentarci al via.

Purtroppo come nel peggiore degli incubi, a poche settimane dall’appuntamento col Boia che trail,  i tanto temuti timori si sono materializzati: oltre ai soliti problemi fisici con cui convivo ormai da tempo, un’infiammazione acuta al tibiale destro mi ha messo completamente ko…
Sono stato fermo con gli allenamenti, ma oltre a non esser riuscito a recuperare del tutto il problema, anche lo stato di forma è crollato come un castello di sabbia travolto dalle onde…

Ieri il giorno fatidico.
Non fosse stato per il socio Antonio e per Chiara che con la sua Parafarmacia AttivaSalute ha deciso di sostenerci e sponsorizzarci per questa 3a edizione del Trail che si corre nella Valle del Boia, molto probabilmente neanche mi sarei presentato al via.

partenza

Ore 17.30, dopo due giorni di pioggia ininterrotta, un timido sole fa capolino sulla testa delle 325 coppie pronte a darsi battaglia sui 14km dell’impegnativo percorso di gara.
Al colpo di pistola parto determinato come non mai, con l’intenzione di provare a fare la differenza nei primi chilometri, quando condizione fisica e dolori sono ancora accettabili, per poi magari provare a gestire la situazione nel finale, quando molto probabilmente non starò benissimo…

Tutto secondo i piani, tanto che già dopo un chilometro di gara, io e Antonio abbiamo guadagnato una cinquantina di metri dal resto degli inseguitori; abbandoniamo l’asfalto e ci inoltriamo nei sentieri boschivi, dove ad attenderci c’è un fondo che nonostante le copiose piogge, ha tenuto abbastanza bene e anche se alcuni tratti presentano insidiose pozze di acqua e fango, la corsa e la sicurezza non risultano mai compromesse.

primi km

Tengo botta fino al 5°km, dove fatica e fastidi vari cominciano a rallentarmi…
Antonio è costretto a correre col freno tirato e io nonostante stia dando il massimo e anche più, voltandomi comincio a vedere le sagome degli inseguitori che si fanno sempre più vicine…

Boia che salita

Attorno all’8°km veniamo raggiunti sia dai Cagnach (Duchini-Polloni), che dai Cannibali (Ingrassia-Zucchiati) e mentre Antonio non ha alcun problema a tenere il passo degli avversari, per me è quasi impossibile…
Stringo ulteriormente i denti e più con la forza di volontà che con la forza fisica, dopo un duello di qualche chilometro riesco a rimetter dietro i due Cannibali, purtroppo niente da fare con i Cagnach, che pur rimanendo sempre a tiro, risulteranno imprendibili.

arrivo

Ci presentiamo così al traguardo in 2a posizione in 56’28” chiudendo a oltre 2 minuti dal tempo che avevamo siglato la scorsa edizione.
Oggi sono dolorante ovunque: tibiale, tendini, muscoli…
…ma quello che più mi duole è il morale.
Sono davvero dispiaciuto per Antonio, che con un compagno alla sua altezza, avrebbe vinto con una gamba sola…
Sono dispiaciuto per il nostro sponsor Parafarmacia Attiva Salute di Chiara a cui avrei voluto regalare una bella vittoria…
…e infine sono dispiaciuto perchè ormai da troppo tempo non riesco a correre come vorrei e senza dover ogni volta fare i conti con dolori che non mi danno tregua.
Spero davvero che questo periodaccio passi e lo faccia il prima possibile.

CLASSIFICA ASSOLUTA: 1° Cagnach (Giuseppe Duchini – Fabio Polloni) 56’02“, 2° Gli spianatori Team AttivaSalute (Giuseppe Bollini – Antonio Vasi) 56’28”, 3° I Cannibali (Carlo Ingrassia – Andrea Zucchiatti) 5639“

CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Stambek gemy (Sara e Fabiana Rapezzi) 1h03’21”, 2° Le vigilesse vichinghe (S.Opayets – S.Colle) 1h13’54”, 3° Top Sister (V.Quadri – P.Monzani) 1h14’14”.

CLASSIFICA COPPIE MISTE: 1° FerdIlaria (Fernando Coltro – Ilaria Bianchi) 1h03’01”, 2° Buscape (G.Sommi – S.Donno) 1h03’40”, 3° Due is meglio che one Team AttivaSalute (Fabio De Paoli – Di Gregorio Elisabetta) 1h04’15”.

CLASSIFICA

premiazioni

domenica 3 settembre 2017

Boia che trail! - Besnate

boia!

Difficile credere che a distanza di anni, uno sport possa ancora regalarti emozioni con la E maiuscola…
…e invece in una sera di fine estate, ecco la gara che ti trasmette qualcosa di mai provato fino ad oggi.

Ma partiamo dal principio, quando qualche mese fa per puro caso mi sono imbattuto nella pagina web del “Boia che trail!”, una competizione di circa 13,5km, con un percorso interamente immerso in natura e con la particolarità di dover essere corso in coppia.
Neanche il tempo di pensarci su e avevo già mandato un messaggio all’amico Antonio Vasi per vedere se fosse disponibile ad accompagnarmi in questa nuova avventura.
Antonio il gigante dal cuore buono, non si è fatto pregare e così all’apertura delle iscrizioni, quella del “Pota che Team” (Bollini–Vasi) è probabilmente stata una delle primissime a giungere agli organizzatori.

Ieri il grande giorno.
Ci presentiamo in Piazza Mazzini a Besnate, dov’è fissato il centro nevralgico dell’intera manifestazione, carichi di aspettative, ma anche di innumerevoli acciacchi…
Ritiriamo il pacco gara e i pettorali, scambiamo qualche chiacchiera con i numerosi amici presenti e poi via verso l’auto per cambiarci e iniziare un breve riscaldamento.

partenza

Ore 17.30, sulle note della musica sparata a palla dagli altoparlanti, arriva il conto alla rovescia; pochi attimi con l’adrenalina che sale a livelli da ricovero, ed eccoci lanciati in discesa verso la mitica Valle del Boia.
Mi porto quasi immediatamente al comando, trascinando nella mia scia il compagno di team Antonio, oltre alla coppia dei “Kanguri Padani” (Coltro–Roberts) e a quella dello “Zara Team” , mentre il resto del gruppo comincia a perdere terreno.

la prima salita

Io e Antonio continuiamo a spingere con decisione, tanto che al 2°km dopo aver affrontato una prima salita su asfalto, ci ritroviamo al comando in compagnia della sola coppia degli indiavolati Coltro & Roberts; ci inoltriamo nella fitta vegetazione dei boschi arrivando rapidamente ai piedi della seconda e più lunga asperità di giornata, dove uno scatenato Luke Roberts mette tutti alla frusta (compreso il suo compagno di squadra Fernando Coltro!) e comincia a guadagnare terreno.

la valle del boia...

Si susseguono brevi strappi taglia gambe a discese dove bisogna porre la massima attenzione a causa del terreno reso viscido e scivoloso da acqua e fango, ma la situazione rimane praticamente cristallizzata almeno fino a circa 4km dalla conclusione, con la coppia dei Kanguri Padani al comando in solitaria, inseguiti ad un centinaio di metri di distacco da me e da Antonio.
Improvvisamente ci troviamo catapultati sulla salita più impegnativa dell’intera gara: uno strappo dalle pendenze proibitive, tanto che per riuscire ad affrontarle, è stata predisposta una fune per aiutarsi nella risalita…
Scolliniamo e nonostante la fatica, capisco che le sagome di Coltro e Roberts son sempre lì alla nostra portata; Antonio è leggermente in difficoltà, io sto un po’ meglio e decido di rientrare da solo sulla coppia di testa per provare ad innervosirli e magari a rimescolare un po’ le carte.
Detto fatto impiego poche centinaia di metri per chiudere il gap che mi divideva dai Kanguri Padani e frappormi tra i due atleti di testa, nel tentativo di rompergli il ritmo e facilitare il rientro di Antonio.

salita con fune

Roberts probabilmente non si accorge subito di avermi alle calcagna al posto del suo compagno di team e aumenta ancora il ritmo staccando di fatto Coltro.
Siamo quindi io e Roberts a sbucare fuori per primi dal bosco ad un chilometro dall’arrivo, dove è posta la zona di ricompattamento e dove veniamo fermati entrambi perchè privi del rispettivo compagno di squadra; i pochi secondi di attesa paiono un’eternità…
Poi ecco il rumore di fogliame preannunciare l’arrivo di qualcuno: è Coltro, che permette a Roberts di ripartire; pochi attimi ed ecco arrivare anche super Antonio!
Lo vedo provato, ma lo conosco bene e so che a questo punto non mollerà e ce la giocheremo fino alla fine…

Io mi riporto immediatamente sulla coppia di testa, Antonio fatica davvero molto, ma ai piedi della discesa è rientrato anche lui; iniziamo la salita conclusiva e mentre io e Roberts facciamo a “sportellate” scappando nuovamente via ai nostri compagni d’avventura, Antonio centimetro dopo centimetro riesce a mettere qualche metro fra lui e Coltro.
Transito per primo in piazza Mazzini, l’arrivo è ormai imminente, rallento restando quasi in surplace nella speranzosa attesa che il primo a raggiungermi sia Antonio…

Così è!
Ci prendiamo per mano e ci involiamo vittoriosi sotto al gonfiabile dell’arrivo, dove finalmente possiamo far esplodere la nostra felicità!
Primi, con il tempo ufficiale di 54’09”, che ritocca di oltre 4’ il record della manifestazione stabilito lo scorso anno dalla coppia Toniolo-Giannelli.

arrivo

CLASSIFICA COPPIE UOMINI: 1a Pota che Team (Giuseppe Bollini – Antonio Vasi) 54’09”, 2a Kanguri Padani (Fernando Coltro – Luke Roberts) 54’17”, 3a Gli allegri momò (Michel Cagnacci – Fabio Di Centa) 57’18”, 4a Zara team (Graziani – Godio) 57’22”), 5a Cagnach (Duchini – Polloni) 57’31”.

CLASSIFICA COPPIE DONNE: 1a Le canarine (M. Fall – C. Cerlini) 1h09’03”, 2a The over green ones (M. Casiraghi – G. Zuccarotto) 1h11’32”, 3a Panda 4x4 (A. Matli – S. Lissandrelli) 1h11’46”, 4a Le gniiioranti (P. Monzani – V. Quadri) 1h13’18”, 5a Pier desa team (M. De Santis – B. Pierini) 1h13’40”.

CLASSIFICA COPPIE MISTE: 1a I pumas (Mauro Toniolo – Eugenia Vasconi) 1h03’18”, 2a I soci (A. Maino – G. Galbiati) 1h05’07”, 3a Poenta&nduja (M. Gioco – F. Conte) 1h05’55”, 4a Gli amici di Antonio (A. Colnaghi – M. Stracciari) 1h07’18”, 5a Rolling stones (R. Leonardi – M. Bossi) 1h08’49”.

CLASSIFICA GENERALE       CLASSIFICA CATEGORIE

premiazioni maschili

Probabilmente una delle gare più emozionanti che abbia mai corso e che difficilmente scorderò; grazie di cuore al mio amico e socio d’avventura Antonio Vasi, che pur in leggera difficoltà, ha stretto i denti e non ha mai mollato fino all’ultimo metro e grazie anche agli amici/avversari Coltro-Roberts, senza i quali la corsa non sarebbe stata così esaltante e combattuta!

Infine un grosso plauso a tutti coloro si sono adoperati per mettere in piedi l’evento!
In primis per la riuscitissima formula della gara da correre in coppia, poi per l’ottima organizzazione che non ha trascurato davvero niente: pacco gara, ristoro, docce, WC, ampi parcheggi, buono pasto, musica dal vivo, ricche premiazioni, ma soprattutto un tracciato segnalato e presidiato in maniera impeccabile.
Grazie di tutto!