venerdì 7 gennaio 2022

Gamba d’Oro 2022 - Calendario e regolamento

Presentato il nuovo calendario podistico Piemontese della Gamba d’Oro per l’anno 2022.
50 tappe spalmate dal 6 Marzo al 30 Ottobre 2022, concentrate nelle province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.
Quote d’iscrizione per ogni singola gara, fissate a 3€.

Ma ecco a voi calendario e regolamento completo:

 

venerdì 31 dicembre 2021

Aspettando il 2022…

Un altro anno sta scivolando via.
Un anno particolare, anche peggiore del precedente, probabilmente uno degli anni più bui di sempre.
Ad ogni modo, una decina di garette sono comunque riuscito a farle e non ho mai rinunciato ad allenarmi, concludendo questi 365 giorni di corse con all’attivo 4800km.
Non mi resta che farvi gli auguri, sperando che il 2022 possa davvero essere l’anno del ritorno alla luce…

Buon Anno nuovo!

domenica 19 dicembre 2021

Babbo Run - Busto Arsizio (VA)

Dopo lo stop di circa due settimane a causa di una brutta infiammazione al tibiale sinistro, che mi aveva precluso la partecipazione al Trail dei prati di Cassano Magnago di un paio di Domeniche fa, non mi pareva giusto concludere l’anno senza un’ultima garetta…

Così quando in settimana mi è arrivato il messaggio dell’amico Andrea Basoli, che mi informava che Domenica 19 Dicembre, sarebbe stato a fare servizio di Speakeraggio alla “Babbo Run” organizzata dai Free Runners Team di Busto Arsizio, mi sono subito segnato l’appuntamento in agenda…

Ore 8.30, con il termometro dell’auto che segnava un impietoso -4°C, ero già all’ingresso dello splendido Parco dell’Alto Milanese a chiacchierare con Andrea e col mitico Arturo Barbieri!
”ok, il meno è fatto...” mi dico, adesso non resta che ritirare il pettorale, mettermi in braghette (!!!) e provare a scaldarmi un poco o meglio, provare a non congelarmi del tutto!

Ne approfitto per visionare la parte iniziale e finale del tracciato; un anello di circa 4,4km da ripetere due volte, interamente ricavato all’interno del parco, quindi tutto sterrato e con alcune zone che presentano delle minacciose lastre di ghiaccio.
Mi accorgo subito che più che il ghiaccio, il vero problema è il sole: vista l'ora e il periodo dell'anno, si trova piuttosto basso e filtrando tra gli alberi, crea un gioco di luci e ombre che complica la visione, tanto da rendere incerto l'appoggio ad ogni falcata.

Ma bando alle ciance, l'orologio segna le 9.40, ancora cinque minuti e si apriranno ufficialmente le ostilità!
Mi sistemo sotto il gonfiabile, con le mani che nonostante i guanti, hanno perso completamente la sensibilità e sembrano essere sul punto di staccarsi da un momento all’altro...
Qualche parola di rito da parte degli organizzatori, le raccomandazioni per la presenza di ghiaccio sul percorso e finalmente eccoci partiti!

Guadagno rapidamente la testa della corsa, in compagnia di Michele Merlo e del giovane Lorenzo Alari, con il resto dei “Babbi” che si vanno via via accodando, dando vita ad un lungo serpentone biancorosso.
Il primo chilometro è il più ostico proprio per la scarsa visibilità di cui mi ero accorto durante il riscaldamento; corro quasi alla cieca, col timore di mettere in fallo un piede ad ogni appoggio col terreno…

Ci lasciamo alle spalle i primi mille metri, con Michele che decide di rompere gli indugi: mi passa e imprime una decisa accelerazione all’andatura.
Non ho più tempo di preoccuparmi degli appoggi, devo solo spingere a tutta per non perderne la scia!
Nel giro di poche decine di metri, ci ritroviamo da soli al comando, con Alari che non riesce a tenere il passo.

Curve, controcurve, un fondo durissimo a causa delle basse temperature e alcune lastre di ghiaccio disseminate qua e la, fanno da cornice alla nostra battaglia podistica.
Devo stringere i denti per concludere il primo giro del circuito senza che Michele prenda il largo, ma all'inizio della seconda tornata la mia fatica viene ripagata: il portacolori della CardAtletica da l’impressione di non essere più così brillante come nelle fasi precedenti, tanto che riesco a rimettermi in testa e a restarci fino ad un chilometro dal traguardo, dove su un cambio di passo di Michele, accuso qualche metro di ritardo…

Provo a rilanciare, ma complice la stanchezza e l’ennesimo abbaglio del sole, finisco per incespicarmi, rischiando di finire a terra e perdendo ancora qualche metro…
Capisco purtroppo di aver perso l'attimo; insisto ancora nella mia azione, ma i pochi metri concessi a Michele, diventano incolmabili.

Concludo al 2° posto, coprendo i 8,8km rilevati al mio GPS in 32’41”.
Soddisfatto, sia considerando il tipo di tracciato e il riscontro cronometrico finale, sia perchè il problema al tibiale non si è ripresentato!

>>>FOTO Podisti.net by Arturo Barbieri<<<

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Michele Merlo – CardAtletica (32’34”), 2° Giuseppe Bollini – Circuito Running (32’41”), 3° Lorenzo Alari – Atl. San Marco, 4° Stefano Bordanzi, 5° Nicola Mazzitelli.
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Milena Muro, 2a Anna Maria Iannello – Podismo & Cazzeggio, 3a Stefania Magnoni – Runners Legnano, 4a Lorena Strozzi, 5a Antonella Cottone.

Per quest’anno direi che mi fermo qua con le gare: TANTI AUGURI DI BUON NATALE E BUONE FESTE A TUTTI!

lunedì 22 novembre 2021

Urban Trail Pettenasco (NO)

Ieri a Pettenasco, nella splendida cornice del lago d’Orta, è andato in scena l’ultimo appuntamento 2021 targato Circuito Running; un Urban Trail, che di Urban aveva poco, ma che in compenso ha regalato scorci davvero mozzafiato!
Due i tracciati tra cui scegliere: il corto da 9km poi rivelatosi quasi di 11 e il lungo di 16km.

Data la mia scarsissima propensione per questo tipo di gare, ho optato per il percorso più breve, che comunque presentava un dislivello D+/D- di circa 300 metri e una discesa in alcuni tratti anche piuttosto tecnica.

Partenza unica alle 9.30 sia per la lunga che per la corta, con il percorso che fino al 9°km è il medesimo: salita e discesa di uno dei colli che circondano la zona, poi mentre la corta si dirige all'arrivo, ai concorrenti della lunga tocca un'altra scalata fino alla suggestiva croce del Monte Barro, prima di potersi fiondare a loro volta verso il traguardo.

Appena partiti, ad incendiare le polveri è Salah Ouyat, che sfruttando il giro di lancio abbastanza pianeggiante e scorrevole mette subito qualche metro tra se e il resto del gruppo; alle sue spalle a “coordinare” l’inseguimento, ci siamo io, Federico Pisani, Felipe Valsesia e Paolo Dellavesa.

Abbandoniamo l’asfalto e il sentiero s’impenna subito in maniera violenta; Ouyat continua a guidare la corsa, Pisani si è portato in 2a posizione, mentre io vengo scavalcato da Valsesia, Dellavesa e anche da Pietro Giavina.
L’ascesa è davvero dura, sia per la pendenza notevole, sia per il fondo, che tra sassi, fogliame e acqua, risulta spesso scivoloso.

Ci metto un po’ a digerire il cambio di pendenza fatto dalla partenza al sentiero, ma poco alla volta trovo il giusto ritmo, tanto che rimetto dietro Giavina e prima di arrivare allo scollinamento dove è posto lo splendido santuario di Miasino, da dove si gode una splendida vista lago, ho ripreso anche Valsesia, Dellavesa e vedo il duo Ouyat-Pisani a non più di una decina di secondi.

Inizia la discesa e ahime, iniziano i miei problemi…
Mi sento come al solito un pesce fuor d’acqua, rallento moltissimo e nonostante tutto sono perennemente a rischio caduta…
I primi si allontanano rapidamente, mentre io sono più indaffarato a cercare di non finire a terra che altro…

Finalmente sbuchiamo su asfalto, la strada continua a scendere, ma adesso posso tornare a concentrarmi sulla corsa e a spingere a fondo!
Sono al 2° posto della gara corta, con Ouyat che occupa la prima posizione ma che non è troppo lontano; arrivo in prossimità dei cartelli che indicano il bivio tra i due percorsi: corta a sinistra, lunga a destra.
C’è però un piccolo problema, tra i cartelli e il bivio, c’è un altro bivio…
Io mi fiondo a sinistra, ma un volontario mi richiama; mi fermo, chiedo informazioni e gli dico del cartello appena passato; lui non ne sa molto, sta di fatto che mentre sono fermo per cercare di capire dove devo andare, vedo sfrecciare Coubaly Bourama, che ha approfittato della mia sosta per rientrare e passarmi.
Smetto subito di parlare e mi fiondo al suo inseguimento, ma ora che rilancio l’andatura, il portacolori della Caddese si è già avvantaggiato di una cinquantina di metri…

L’ultimo chilometro è un forcing continuo, io nel tentare di rientrare e lui nel tentare di tenermi a distanza, ma le energie sono ormai quelle che sono e il distacco rimane invariato fino sotto il gonfiabile dell’arrivo.
Chiudo così la mia fatica al 3° posto assoluto, coprendo i 10,75km rilevati al mio GPS in 45’12”.

PERCORSCO CORTO
CLASSIFICA MASCHILE: 1° Salah Ouyat – Circuito ranning (44’30”), 2° Coulibaly Bourama - Atl. Caddese (45’02”), 3° Giuseppe Bollini – Circuito Running (45’12”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Monica Coppo - Team Locca (54' 12'), 2a Maria Giovanna Cerutti - G.S.A. Valsesia (54'34''), 3a Chiara Belardelli - La Genzianella (58' 47'').

PERCORSO LUNGO
CLASSIFICA MASCHILE: 1° Federico PISANI - Gam Whirlpool (1h10'37''), 2° Paolo Dellavesa (1h14’37”), 3°  Felipe VALSESIA – La Genzianella (1h14’37”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Angela Anni - Podistica Arona (1h36'10''), 2a Tatjana Perrin (1h39'12''), 3a Ilaria Zucca - Atletica Marathon Bellinzago (1h39'13'').

>>>CLASSIFICA CORTO<<<         >>>CLASSIFICA LUNGO<<<

Come sempre ottima organizzazione del Circuito Running, unico neo quel cartello indicante il bivio tra lunga e corta, posto in un punto non troppo felice.
Con le gare targate Circuito Running ci si rivede nel 2022, adesso un po’ di meritato riposo…

domenica 24 ottobre 2021

GSP Purple Trail - Besnate (VA)

Qualche anno fa, quando l’amica Chiara Naso, quasi per gioco aveva stampato qualche canotta “Team AttivaSalute” con la mitica farfalla “purple”, nessuno compreso lei, avrebbe mai immaginato cosa si sarebbe messo in moto da lì in poi.
Oggi il “Team AttivaSalute” è una bella realtà del podismo Varesino, una società giovane, dinamica e in continua crescita, tant’è che oggi a Besnate, è andata in scena la 1a edizione del “GSP Purple Trail”, nonchè 1a gara targata “Team AttivaSalute”.

300 gli iscritti a questa prima edizione, con i pettorali andati esauriti già diversi giorni prima della data dell’evento; numero che probabilmente sarebbe stato decisamente superiore se Chiara e la sua squadra non avessero fissato un tetto massimo decisamente votato alla prudenza.

La mattina per me è cominciata in modo già piuttosto movimentato:
esco di casa, salgo in macchina e mi ricordo di non aver preso il pettorale; allora risalgo di corsa in casa per accorgermi che in realtà il pettorale è sempre stato in auto…
Parto, ma prima di recarmi a destinazione in quel di Besnate, devo passare dai miei, perchè ieri ho lasciato il Garmin da loro…
Praticamente da quando sono uscito (la prima volta) da casa, a quando sono arrivato a Besnate (circa 5km), ci avrò impiegato tre quarti d’ora…

Posteggio, apro la portiera dell’auto e…
Aaaaahhhhh, finalmente torno a respirare quell’atmosfera che mi mancava da almeno 2 anni, gli amici di sempre, la goliardia, le chiacchiere pre-gara e quella piacevole sensazione di sentirmi a casa.

Ore 9.00, dal vialone antistante il Campo Sportivo, che tante volte ha ospitato le partenze del Giro Podistico del Varesotto, arriva il via.
500 metri si e no su strada asfaltata, prima di addentrarci nei boschi del Parco del Ticino, che da qui in avanti faranno da cornice agli 11,5km della competizione.
Federico Pisani sempre più in forma, ben presto saluta tutti e si allontana in solitaria, mentre io mi assesto alle sue spalle in compagnia di Matteo Raimondi, Michele Merlo, Carmine Gallo e Giuseppe Duchini.

Sarà che non sono più abituato alle gare, tanto meno a quelle in natura, sarà che sto invecchiando (…), sta di fatto che fatico davvero moltissimo.
Guardo l’orologio, pensando di essere già a metà percorso se non oltre il giro di boa, mentre invece il GPS impietoso, mi restituisce un misero 3,8km…

Il percorso è davvero molto muscolare, con un continuo alternarsi di sali scendi più o meno impegnativi, con alcuni tratti in discesa anche un filo tecnici, dove naturalmente il sottoscritto si stacca inesorabilmente dal gruppetto di cui faceva parte.
Nei tratti meno ostici, devo fare gli straordinari per riportarmi sotto a Matteo e Carmine, però nel frattempo Duchini e Merlo si sono ulteriormente avvantaggiati…

Arriviamo all’ultimo chilometro, siamo sempre io, Matteo e Carmine che ci alterniamo a fare l’andatura, ma senza che nessuno ceda il colpo; provo a forzare il ritmo, sento Matteo un po’ in difficoltà, ma Carmine oggi è davvero in palla e non molla un centimetro…
Sbuchiamo nuovamente su asfalto, lo stesso tratto fatto alla partenza, 500 metri di passione per una volata interminabile; nella foga sbagliamo anche a incanalarci e invece di entrare nel tratto ciclabile, allunghiamo di qualche metro buttandoci sullo stradone asfaltato, curva e destra e rettilineo finale…
…Matteo rimane un filo staccato, io invece affianco Carmine che nel frattempo si era portato davanti; facciamo qualche metro appaiati, ma alla fine devo alzare bandiera bianca.

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Federico Pisani – Team AttivaSalute (43’03”), 2° Giuseppe Duchini – Cardatletica (46’17”), 3° Michele Merlo – Cardatletica (46’37”), 4° Carmine Gallo (47’22”), 5° Giuseppe Bollini (47’26”), 6° Matteo Raimondi (47’37”), 7° Luciano Giamberardino (48’55”), 8° Alberto Rossi (49’01”), 9° Simone Prina (49’13”), 10° Augusto Schirosi (49’37”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Martina Gioco – Runners Valbossa (54’00”), 2a Simona Lo Cane – 100% anima trail (55’36”), 3a Elena Soffia – Maratoneti Cassano (56’03”), 4a Sofia Barbetta (57’10”), 5a Martina Menegotto (57’57”), 6a Antonella Panza (59’09”), 7a Roberta Tosi (60’31”), 8a Emanuela Manzoni (60’59”), 9a Anna Maria Ianello (61’21”), 10a Loredana Civello (62’32”).

Innanzi tutto un grazie di cuore a Chiara e Stefano, senza di loro, oggi io non sarei venuto e mi sarei perso una gran bella giornata!
Poi naturalmente oltre ai ringraziamenti, sono d’obbligo anche i complimenti, per una manifestazione davvero curata sotto ogni minimo dettaglio, con un’organizzazione che si è dimostrata già matura e ben oliata nonostante fosse alla sua prima esperienza: bravi tutti!

>>>FOTO Podisti.net by Arturo Barbieri<<<

domenica 10 ottobre 2021

Storie di corsa…

Stamane casualmente mi sono imbattuto in una vecchia foto che ha fatto riaffiorare ricordi ormai sopiti, ma mai dimenticati.
Una foto che risale al 2010 o giù di lì, dove sono ritratto con gli amici/avversari di sempre: Antonio Vasi, Cristiano Marchesin ed Enrico Rodari.

Oggi voglio parlarvi in particolar modo di Enrico, che oltre ad essere davvero un forte atleta, è un personaggio storico del Podismo del Varesotto e più in particolare del Piede d'Oro.

Enrico era “l'uomo delle classifiche”; in tempi in cui non si sapeva quasi neanche cosa fossero i chips elettronici, se volevi sapere com'era andata la gara, le cose eran due: o chiedevi agli organizzatori del Piede d'Oro, che però al massimo ti sapevano dare i nomi degli atleti andati a premi, oppure ti dovevi rivolgere ad Enrico, che con grande dovizia, raccoglieva tempi e ordine d'arrivo di almeno i primi 15 uomini e donne.
Ogni sacro santa domenica, Enrico prima del via della gara, sistemava il suo quadernetto e la sua biro sul tavolino del PdO, in zona arrivo; appena tagliava il traguardo, ancora grondante di sudore e senza neanche rifiatare, si fiondava sul suo taccuino ed iniziava a rincorrere tutti gli arrivati per chiedergli nome e tempo.

Con l'avvento dei chips elettronici, il suo servizio divenne un po' meno essenziale, ma ad ogni modo se volevi conoscere l'esatto ordine d'arrivo, che tenesse conto anche di chi correva la non competitiva senza chip, ma che magari riusciva comunque a piazzarsi nelle prime posizioni, allora dovevi per forza andare ad attingere dal suo quadernetto.

Ricordo ancora come fosse ieri un episodio successo almeno 10 anni fa:
Memorial Zedde a Monvalle, meteo infame con pioggia battente già dalla sera prima della gara.
Il percorso era una vera trappola...
Ci furono un mucchio di cadute e di infortuni più o meno gravi.
Enrico cadendo si ruppe una costola; all'arrivo lo vidi mentre con la barella lo stavano caricando dolorante sull'ambulanza.
Le porte si chiusero e proprio mentre stavano per partire in direzione dell'ospedale, successe qualcosa di incredibile...
Gli infermieri riaprirono le porte dell'ambulanza e Enrico sdraiato e imbragato alla barella, alzando la testa mi guardò e mi disse:
"Beppe, fammi un favore: recupera il quadernetto. Mi raccomando eh!!"
A quel punto, le portiere si richiusero e l'ambulanza poté partire per portarlo all'ospedale.   

Ormai con Enrico ci si incrocia sempre più di rado alle gare e dei suoi quadernetti “spodestati” dalle moderne tecnologie, non vi è più traccia.
A me piace pensare che Enrico li conservi ancora tutti e che quando vuole riassaporare il gusto di qualche gara passata, gli basti sfogliarne qualcuno...

domenica 12 settembre 2021

Cittiglio Vararo - Cittiglio (VA)

Ognuno di noi ha le proprie bestie nere.
La mia bestia nera in ambito podistico, è senz’altro la “Cittiglio-Vararo”, storica gara di corsa in salita, che seppur bella e affascinante, non ho mai digerito.
Basti dire che è dal lontano 2009 che in un modo o nell’altro trovavo sempre una scusa per rimandare l’appuntamento all’anno successivo…

Ma per quanto si possa fuggire dalle proprie bestie nere, prima o poi arriva il momento in cui vanno affrontate.
Ed eccomi alla mattinata odierna.

Il tempo vola via veloce e in men che non si dica, mi ritrovo allineato nella griglia di partenza; non proprio in prima fila, perchè il timore reverenziale per questa gara è alto.
Come se non bastasse la gara in sè ad intimorirmi, anche gli avversari che mi circondano non son da meno, con diversi atleti di buon livello arrivati perfino da fuori regione.

Ore 9.30, lo sparo del giudice FIDAL apre le ostilità; da adesso in poi spazio alla fatica e alla sofferenza vera e non solo immaginata.

Il primo chilometro è abbastanza pianeggiante e filante, nonostante tutto, sento le gambe piuttosto imballate, faticando da subito a tenere un ritmo tutt’altro che forsennato…
circa 900 metri prima di svoltare a sinistra ed attaccare le rampe di sua maestà la “Cittiglio-Vararo”.

La prima parte è quella secondo me più difficile: pendenze più aspre e meno costanti, dove non è facile trovare il giusto passo; cerco di non strafare, sia perchè non mi sento in una delle mie giornate migliori, sia perchè sono ancora alle prese con i postumi della caduta occorsami 15 giorni fa alla Sgamela’a, che mi ha lasciato costole doloranti ad ogni respiro un po’ più profondo.

La testa della corsa con Jafaari Badr, Michele Belluschi e Federico Pisani, pian piano prende il largo, mentre io mi ritrovo attorno alla 10a posizione, staccato di un centinaio di metri da un folto gruppetto che comprende Francesco Guglielmetti, Simone Toffano, Fabio Giudici, Felipe Valsesia e Alex Buchicchio.

Finalmente mi lascio alle spalle la prima e più indigesta parte del percorso (almeno per me) e dopo un breve tratto dove la strada spiana leggermente, mi ritrovo ad attaccare gli ultimi chilometri di ascesa.
Mi sento maggiormente a mio agio e poco alla volta inizio a recuperare terreno su chi mi precede.
Prima è la volta di Valsesia, poi di Buchicchio; ormai non manca molto al traguardo, davanti a me vedo le canotte gialle di Giudici e Toffano, ma capisco che sono irraggiungibili.
Gli ultimi metri li corro più badando a quello che succede alle mie spalle e amministrando quel piccolo margine di vantaggio che mi sono guadagnato, piuttosto che pensando a ridurre il divario da chi ho davanti.

Svolta a destra nel classico sterrato che conduce fin dietro la chiesetta di Vararo ed ecco lì lo striscione del traguardo ad attendermi!

Chiudo al 9° posto, 3° di categoria, con il tempo di 31’46” necessari per coprire i 6,8km e D+490 metri.
Felice. Oggi la bestia nera può tornare sconfitta nella sua tana.

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Jaffari Badr – Atl. Casone Noceto (27’06”), 2° Michele Belluschi – Grottini Team (28’23”), 3° Federico Pisani – GAM Whirlpool (28’45”), 4° Luca Albini (30’02”), 5° Claudio Guglielmetti (30’24”), 6° Francesco Guglielmetti (30’55”), 7°Simone Toffano (31’00”), 8° Fabio Giudici (31’08”), 9° Giuseppe Bollini (31’46”), 10° Alex Buchicchio (32’02”).
CLASSIFICA FEMMINILE:1a Elena Soffia – Maratoneti Cassano (38’52”), 2a Lorena Strozzi – Atl.Casorate (41’28”), 3a Ombretta Bellorini – Atl.3V (42’36”), 4a Simona Ferrario (43’03”), 5a Patrizia Pacco (44’49”).

                

>>>Tutte le FOTO Podisti.net by Arturo Barbieri<<<

Per concludere, un ringraziamento all’Atletica Verbano ed in particolare a Stefano Beltramello che ha fatto si che oggi potessi essere presente al via, nonchè all’amico e speaker della manifestazione Andrea Basoli, che con un lento ma inesorabile “lavoro ai fianchi”, ha contribuito a convincermi a non mancare.

lunedì 30 agosto 2021

Sgamela’a d’Vigezz - Santa Maria Maggiore (VB)

Saranno almeno 10 anni che mi ripeto che prima o poi avrei dovuto partecipare alla “Sgamela’a d’Vigezz”, la corsa che si snoda tra i comuni della Val Vigezzo; poi per un motivo o per un altro, avevo sempre mancato l’appuntamento (almeno fino a ieri).

Approfittando infatti del fatto di essere ancora in ferie e di non avere altri impegni, Domenica 29 Agosto con la scusa di una gita fuori porta con la famiglia, sono finalmente riuscito a presentarmi ai nastri di partenza della 48a edizione della classicissima gara Vigezzina.

Giornata meteorologicamente perfetta, con clima gradevole e un bel cielo terso fin dalle prime ore del mattino; arrivato a Santa Maria Maggiore, neppure il tempo di scendere dall’auto, che riconosco la voce amica dello speaker: il mitico Davide Daccò!
Qualche attimo di smarrimento, prima di capire dove andare per ritirare pettorale e pacco gara, ed eccomi pronto per un po’ di riscaldamento.
La partenza è ubicata nell’abitato di Toceno a circa 3km dalla zona di ritrovo e arrivo della corsa; a trasferire i numerosi atleti (circa 800), c’è un efficiente servizio di navette, ma io preferisco fare affidamento sulle mie gambette e raggiungere di corsa il punto prestabilito da cui partirà la competizione.

Ore 10, il fischio dello starter rompe il silenzio della valle: si va!
I primi chilometri sono in discesa su asfalto, l’andatura è da subito buona, ma non fatico troppo per restare nella scia dei battistrada; le cose cambiano non appena abbandoniamo l’asfalto in favore dei sentieri e delle mulattiere…

Emergono tutti i miei limiti di "stradaiolo" e non posso fare altro che cercare di difendermi come meglio posso, con la testa della corsa che prende il largo e almeno una decina di atleti che dalle mie spalle, mi raggiungono e mi passano a doppia velocità…

Devo stringere i denti per almeno 8km, fino al passaggio da Re, dove finalmente abbandoniamo i sentierini scoscesi e le ripide mulattiere, in favore della ciclabile che costeggia la strada statale.
Cambia il fondo, ma l’altimetria rimane comunque impegnativa, con il continuo susseguirsi di muri al 20% di pendenza che si alternano a discese altrettanto ripide.
Mi trovo comunque maggiormente a mio agio, tanto che in compagnia di Roberto Terraneo, comincio una lenta ma inesorabile rimonta su chi mi precede.

Ad uno ad uno vado a riprendere tutti quelli che mi avevano superato e staccato nelle prime fasi di gara, quando il percorso presentava passaggi più adatti a specialisti della corsa in montagna.
Ormai mancano circa 2km all'arrivo, sto già pensando alla volata da fare con Roberto, quando in un breve tratto sterrato, una radice mi gioca un brutto tiro…
Inciampo e nel tentativo di mantenere l’equilibrio, faccio ancora qualche passo sbilanciato in avanti, finendo rovinosamente a terra proprio su delle pietre.

Picchio violentemente una coscia e le costole, tanto da faticare a rialzarmi da terra; Roberto rallenta, si ferma e mi aiuta a riprendere incoraggiandomi a non mollare.
Ho sangue sulle mani, una grossa abrasione sulla gamba e dolori in ogni dove…

Ad ogni modo non ho intenzione di mollare: mi focalizzo sulla corsa provando ad ignorare il male e a raccogliere le ultime energie residue per raggiungere il traguardo.
Scavalco Roberto e cerco di correre quanto più forte mi sia possibile!   
Finalmente il gonfiabile dell’arrivo, rallento, mi giro e porgo la mano a Roberto, con cui taglierò all’unisono il traguardo.
Il chip elettronico decide ottavo lui e nono io: giusto così.

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Marco Giudici – Sport Project VCO (62’58”), 2° Vasyl Matviychuk – GS Gabbi (63’07”), 3° Thomas Floriani – Sport Project VCO (65’52”), 4° Mauro Bernardini (66’25”), 5° Ennio Frassetti (65’46”), 6° Thomas Geneselli (68’54”), 7° Roger Conti (69’37”), 8° Roberto Terraneo (70’08”), 9° Giuseppe Bollini (70’09”), 10° Diego Ramoni (70’44”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Giovanna Selva – Sport Project VCO (71’00”), 2a Elena Platini – Luciani Sport Team (78’08”), 3a Lara Centamori – Sci Club Valle Vigezzo (80’14”), 4a Elisa Fantonetti (83’12”), 5a Claudia Cartini (87’49”).

Considerando la mia inesistente propensione alla corsa in discesa su sentieri di montagna e la mega caduta, direi di potermi ritenere soddisfatto del risultato finale!
Infine, ma non meno importante (anzi!), ieri sono tornato a riassaporare quell’atmosfera di socialità e condivisione che da oltre un anno non avevo più ritrovato in quelle sporadiche gare che avevo fatto: davvero una splendida sensazione!

Sgamela’A d’Vigezz: le foto di Arturo su Podisti.net!

 

domenica 4 luglio 2021

Palzola Run - Cavallirio (NO)

Periodo un po’ pesantino per il sottoscritto, così stamane ho deciso di staccare un po’, andando a gareggiare a Cavallirio nel vicino Piemonte, dove il vulcanico presidente del Circuito Running, Orfeo Pettinaroli, aveva organizzato la 1a edizione della “Palzola Run”, gara podistica di 15km ricavata tra l’asfalto e i boschi delle limitrofe colline Novaresi.
Gli amanti del gorgonzola avranno senz’altro notato il nome della competizione, che altro non è che un omaggio all’omonima e celebre azienda casearia, resa famosa dai simpatici spot dei Legnanesi, che oggi ospitava ritrovo, partenza, arrivo e premiazioni della gara.

Una volta giunto a destinazione, sono davvero molte le facce conosciute, che torno a incontrare dopo davvero tanto, troppo tempo; qualche amico autoctono, ma anche un bel gruppetto di gente del Varesotto e dell’alto milanese: già solo questo è valso il viaggio!

Ritiro il pettorale, mi cambio ed in compagnia di Alessandro Lacqua, inizio uno svogliato riscaldamento…
3 chilometrini chiacchierando del più e del meno, prima di tornare nei pressi del ritrovo e schierarci sulla linea di partenza.
Ad allietare l’attesa con la sua voce, è un altro amico, Davide Daccò, che a pochi minuti dal via, invita tutti i partecipanti a prendere posto dietro l’arco gonfiabile.
Qualche attimo di trepidazione, un paio di colpi della pistola dello starter che fanno cilecca e finalmente ecco arrivare lo start!


Foto: Viviana Avila

Mi metto subito al comando del gruppo, trascinandolo per i primi metri attorno alla fabbrica Palzola, prima di imboccare il cancello d’uscita e dirigerci verso l’abitato di Cavallirio.
A tallonarmi come ombre, sono Alessandro Lacqua, Paolo Gallo, Andrea Brumana e Francesco Guglielmetti; i primi chilometri sono interamente su asfalto, piuttosto veloci, anche se un po’ vallonati.
Poco alla volta è Gallo a prendere la testa della corsa, con Guglielmetti e Lacqua che sono lesti a portarsi in scia, mentre io accuso qualche metro di ritardo...

Si entra nel bosco, la strada s’impenna, Gallo se ne va, mentre Guglielmetti, Lacqua e io rimaniamo equidistanti a non più di 100 metri l’uno dall’altro.
Come al solito in discesa perdo moltissimo da chi mi precede e subisco anche il ritorno di Brumana, che però staccherò nuovamente appena la strada tornerà ad esser pianeggiante.


Foto: Viviana Avila

Passano i chilometri, asfalto e bosco si alternano in rapida successione, così come i cambi di pendenza che non danno un attimo di tregua, ma la situazione rimane la medesima: Gallo in fuga solitaria verso la vittoria, con Guglielmetti, Lacqua e il sottoscritto, divisi da pochi metri.

Nel finale provo ad accelerare per rintuzzare il gap che mi divide da Alessandro, ma pur avvicinandomi un po’, non riesco ad impensierire il portacolori dello Sport Project VCO.
Taglio così il traguardo in 4a posizione assoluta, con il tempo finale di 57’20”.
Peccato non essere riuscito ad acciuffare il podio, ma comunque soddisfatto della mia prestazione.


 Foto: Mauro Stambul 

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Paolo Gallo - Atletica Giò 22 Rivera (53'37''), 2° Francesco Guglielmetti - Fulgor Prato Sesia  (56'32''), 3° Alessandro Lacqua - Sport Project VCO (57'05''), 4° Giuseppe Bollini - ASD Circuito Running (57’20”), 5° Andrea Brumana - Atletica Valsesia (58’02”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Laura Brenna - ASD Aries Como Athletic Team (1h03'57''), 2a Gabriella Gallo - GS Castellania  (1h14'11''), 3a Cristina Brembilla - US Nervianese 1919 (1h15'02''), 4a Anna Maria Iannello - Podismo & Cazzeggio (1h15’02”), 5a Virginia Bacchetta - GS Castellania (1h16'39'').

        

lunedì 7 giugno 2021

La 21 dei tre comuni - Lacchiarella (MI)

Non avevo mai fatto una mezza maratona in questo periodo dell’anno, anche perchè solitamente gare di questo genere, sono per lo più concentrate nei mesi autunnali/invernali, quando il clima è decisamente più fresco e propizio.
Quest’anno però, complice l’emergenza sanitaria che ha fatto saltare molti appuntamenti e ne ha fatti slittare altrettanti, il calendario ha subito diversi stravolgimenti e ancora adesso volendo, si possono trovare iscrizioni aperte per gare sui 21,097km.

Così, anche se con molti dubbi legati alle condizioni climatiche e al mio stato di forma che ormai da qualche mese è un po’ in flessione, ho deciso di provarci!
La scelta è caduta sulla “21 dei tre comuni”, gara organizzata dal Gruppo Podisti Ciarlaschi, che si sarebbe svolta Domenica 6 Giugno in quel di Lacchiarella (MI), con un percorso che si sarebbe snodato anche per i comuni di Giussago e Certosa Pavia.

Alle 8 sto già bazzicando nei pressi del ritrovo e centro nevralgico dell’intera manifestazione; ritiro il pettorale e il pacco gara, prima di fare la conoscenza di Alessandro, uno degli organizzatori con cui mi ero sentito per risolvere alcune formalità (grazie di tutto!).

La temperatura è già oltre i 20°C, faccio un breve riscaldamento prima di andare a prendere posto in griglia di partenza, dove, oltre all’amico Luciano D’Alessandro, riconosco il fortissimo triatleta Alessandro De Gasperi.
Pochi attimi di attesa e alle 9.00 spaccate arriva lo sparo del giudice: si va!

Mi porto immediatamente al comando, provando ad impostare un ritmo decisamente troppo veloce…
Però le gambe girano e decido di lasciarle girare.
Mi ritrovo così al comando tallonato da Federico Bordignon e da Alessandro De Gasperi; poco più dietro Luciano D’Alessandro.
Al 5°km mi assesto su un’andatura più consona alle mie possibilità, con De Gasperi e Bordignon che pian piano guadagnano metri; col proseguo dei chilometri, anche D’Alessandro mi riprende e dopo aver fatto un po’ di strada con me, lo vedo passarmi e poco alla volta allontanarsi.

Nel frattempo la strada ci ha portato a costeggiare il naviglio, tratto ombreggiato e completamente rettilineo; sono in 4a posizione e sto tenendo un ritmo che mi dovrebbe permettere di concludere la mia fatica a cavallo tra l’ora e 14' e l'ora e 15’.
Purtroppo, allo scoccare del 16°km l’acutizzarsi di un dolore al ginocchio sinistro, che mi porto dietro ormai dalla gara di Viverone, mi costringe quasi a fermarmi…
Devo rallentare moltissimo la mia andatura e stringere i denti per le continue stilettate che sento.
Gli ultimi chilometri tra fatica e dolore che ad ogni passo mi fa sentire come una scossa di corrente, diventano un supplizio…
Finalmente riconosco l’abitato di Lacchiarella, mancano poche centinaia di metri al traguardo, che alla fine riesco a tagliare in 1h16’57”, mantenendo la 4a posizione assoluta pur avendo perso parecchio tempo.

CLASSIFICA MASCHILE: 1° Alessandro De Gasperi – Trentino Running Team (1h12’30”), 2° Luciano D’Alessandro – Atl. V.C.A. Milano (1h14’27”), 3° Federico Bordignon – Vicenza Marathon (1h14’53”), 4° Giuseppe Bollini – Circuito Running (1h16’57”), 5° Marco Tiraboschi – G.S.A. Marinelli Comenduno (1h17’35”).
CLASSIFICA FEMMINILE: 1a Benedetta Broggi – Raschiani Triathlon Pavese (1h22’39”), 2a Laura Brenna – A.S.D. Aries Como (1h27’00”), 3a Roberta Scabini – Running Oltrepò (1h27’59”), 4a Federica Gismondi – U.S. Dolomitica (1h30’16”), 5a Marta Anastasio – Run Card (1h31’32”).

                

Peccato per il problema al ginocchio che ha condizionato il mio crono finale e che mi sta tutt’ora facendo preoccupare…
Ad ogni modo, contento di esserci stato!
Bella manifestazione, ben organizzata e con un tracciato filante che personalmente ho molto gradito: complimenti ai Podisti Ciarlaschi e arrivederci alla prossima edizione!

mercoledì 19 maggio 2021

Ci sono Eroi ed eroi. Miti e leggende. Storie e storie. Poi c'è TERRY FOX!

Oggi mi sono casualmente imbattuto su una pagina web, che raccontava la storia di Terry Fox; una storia incredibile, che mi ha emozionato.

Se già non la conoscete, ve la ripropongo di seguito: una breve lettura per un grande insegnamento.

“Era il 12 Novembre 1976. In seguito ad un incidente stradale la diagnosi riportava un semplice trauma al ginocchio destro, niente di grave in relazione alla portata dell'impatto avuto in quella sfortunata giornata autunnale. Tuttavia nei mesi seguenti il dolore aumentava e il fastidio divenne insopportabile. Sebbene i medici tendevano a sminuire arrivò, feroce e spietato, il risultato delle indagini diagnostiche: osteosarcoma (tumore maligno del tessuto osseo che colpisce in particolare le ossa lunghe quali femore, tibia e omero con la vigliacca predisposizione ad estendersi ai polmoni e al midollo osseo).
A poco meno di 20 anni dovette subire l'amputazione della gamba destra, sostituita da una protesi meccanica (non certo quelle dinamiche che fortunatamente si applicano oggigiorno).
Tutti a questo punto si sarebbero lasciati andare, ma non lui, non così.
A soli 3 anni dall'amputazione, il 12 Aprile del 1980, intraprese la più grande e memorabile impresa sportiva che l'umanità possa raccontare.
Partì dalla costa atlantica del Canada per raggiungere quella del pacifico. A piedi.
(non è un errore di battitura, avete letto bene.. a piedi, senza una gamba!).
L'idea era quella di raccogliere 1 dollaro per ogni cittadino canadese incontrato per strada con l'obiettivo di devolvere tutto il ricavato per la lotta contro il cancro.
Percorse ogni giorno 42 chilometri (e neanche questo è un errore) attraversando Terranova, la Nuova Scozia, l'Isola del Principe Edoardo, il Nuovo Brunswick, il Québec e l'Ontario.
Ogni giorno una maratona. Con una gamba sola!
La sua corsa infinita fu battezzata la "maratona della speranza" e purtroppo non riuscì mai a portarla a termine.
Dopo aver percorso 5373 km in 143 giorni dovette smettere di correre. Non aveva più fiato. E non perché non era più in grado di combattere, ma perché gli furono diagnosticate diverse metastasi polmonari che lo costrinsero ad arrendersi.
La sua corsa finì il 1 Settembre del 1980 nei pressi di Thunder Bay. Fino a quel momento riuscì a raccogliere 24 milioni di dollari!
L'anno successivo alla sua impresa entrò in coma e dopo qualche settimana, il 28 Giugno del 1981, morì.
Non aveva ancora compiuto 23 anni!
La sua corsa fu completata anni dopo da Steve Fonyo, sopravvissuto al cancro (che gli ha portato via la gamba sinistra) con mille difficoltà.
Così la "maratona della speranza" vide il traguardo.

Ci sono Eroi ed eroi. Miti e leggende. Storie e storie.
Poi c'è TERRY FOX !
Terrance Stanley Fox, detto Terry (Winnipeg, 28 Luglio 1958 - Port Coquitlam, 28 Giugno 1981)”