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lunedì 14 dicembre 2009

Anche il podismo è uno sport “spennapolli”??

pollo Qualche anno fa decisi di intraprendere un' attività sportiva a causa della vita troppo sedentaria che conducevo; non volendo “investirci” soldi, la scelta ricadde prorprio sulla corsa a piedi. Ricordo nitidamente le prime uscite fatte con una maglietta e dei semplici pantaloncini in cotone che dopo pochi minuti erano già completamente zuppi di sudore, per non parlare delle calzature, che per l’occassione andai a “riesumare” fra le scarpe da ginnastica da buttare… un vecchio paio di Nike, che avevano addirittura il famoso cuscinetto d’aria bucato, tanto che ad ogni passo si sentiva anche il risucchio!!


Poi la passione è cresciuta, e allora via le vecchie Nike e i classici indumenti di cotone per fare spazio a calzature e abbigliamento molto pù tecnici. Fin qui niente di che, anzi direi che i costi per il materiale tecnico (essenziale) da running è ancora molto contenuto rispetto a quello necessario per altre tipologie di sport: alla fine per poter correre senza rischi è sufficiente spendere un centinaio di € per l’acquisto di un buon paio di scarpe da allenamento con cui si possono percorrere fino ad un migliaio di chilometri prima di doverle sostituire!


Il discorso cambia un pò quando si vuole abbandonare “l’amato boschetto” dietro casa per andare a gareggiare in qualche garetta più o meno importante; ormai non esistono quasi più competizioni che si possano fare senza il certificato medico sportivo, quindi la 1a spesa irrinunciabile è proprio quella per controllare il proprio stato di salute. Lo step successivo è quello di iscriversi ad un gruppo sportivo, in modo da venir tesserati per un ente sportivo; qui personalmente ritengo si trovi il confine fra le spese “lecite” e quelle invece inventate per rastrellare quanti più soldi possibili dalle tasche degli amatori…


E allora ecco pagine e pagine di regolamenti e convenzioni, che alla fine hanno come risultato di rendere complicato quello che dovrebbe esser la cosa più semplice del mondo: correre! Così capita che ci si debba tesserare non per 1 ma magari per 2 o 3 enti sportivi per fare una gara piuttosto che un’altra… e via soldi…


Una volta superato anche lo scoglio del tesseramento agli enti sportivi, arrivano le gare vere e proprie con i loro costi d’iscrizione; se per esempio prendiamo in esame una competizione sui 10km, a tutti sarà capitato di vedere dei costi d’iscrizione che possono variare anche di parecchi eurini: personalmente ne ho trovate a partire da 2€, fino ad arrivare a 18!!!!! Differenze di costo che a volte possono essere giustificate, magari dall’organizzazione più curata, o magari dalla presenza del pacco gara… ma che a volte proprio non si spiegano…


In conclusione penso che il podismo sia ancora uno sport abbastanza economico, a patto di prestare una certa attenzione alle varie “trappole” burocratiche, e a certe gare organizzate non per passione ma col solo fine di lucrarci sopra.

5 commenti:

  1. Ciao Valerio!Direi che siamo in perfetta sintonia!1) Il certificato medico come puoi vedere nel mio post, è citato prima delle spese che ritengo "mangia soldi"; naturalmente penso che chi corre nel boschetto dietro casa debba poter decidere senza nessun obbligo se sottoporsi a dei controlli o meno.2) Si, conosco i costi di affiliazione alla Fidal, e questo non fa che rafforzare quello che penso...3) E' assurdo continuare a stipulare convenzioni che dicono delle cose, e poi doversi scontrare ogni volta con una realtà che è diversa... a me è venuto mal di testa per cercare di venirne a capo, e ancora ce l'ho! Ti spiegherò in privata sede il motivo.4) Anche qui son perfettamente d'accordo con te: niente da aggiungere ;-)

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  2. Caspita Beppe, tutto preso da foto e filmati mi sono completamente dimenticato di quanto avevo scritto! Complimenti per la memoria. Eravamo rimasti al: "ne discuteremo" ma poi... a parte tutto tabelle o non tabelle ho visto che comunque ci sono gare cha hanno un "blasone" e che se anche costano, la gente ci deve andare lo stesso. Altre molto più belle, anche come organizzazione o paesaggio sono invece snobbate e frequentate da persone della zona. Mi viene in mente un'eccezione che aspetta conferma, la PU.MA Ten, costo 5 euro (gara con chip) che l'anno scorso fece il botto alla prima edizione. Vediamo se la seconda edizione mantiene il trend e poi controlliamo se negli anni a venire anche lei non si trasformi con cifre di iscrizione molto alte. (Antonio attento!). Io comunque devo dire una cosa sulle scarpe. I prezzi sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni. Complice la scusa della maggiore tecnologia all'interno delle scarpe(!!!), la tendenza di molti a farle diventare oggetto di moda e infine la maggiore domanda dovuta all'aumento dei partecipanti. Forse sono un poco calate quest'anno ma 150 euro sono sempre le vecchie e care 300.000 lire di una volta! (fa più effetto così, o no?).Ciao

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  3. X Mario:hai visto?? Me le ricordo le cose!! :-)Comunque, io nel mio piccolo è già quello che faccio: ogni volta che partecipo ad una gara, oltre a farne la cronaca, cerco sempre di dare un giudizio di poche righe che tenga conto del tracciato di gara, dei ristori, delle premiazioni e dei costi d'iscrizione, insomma dell'organizzazione in generale.Per il discorso scarpe può esser vero che siano aumentate rispetto a qualche anno fa, ma come ben dicevi, anche la tecnologia, le prestazioni e la durata sono nettamente migliorate rispetto al passato; poi i 150€ che dici tu, sono riferiti all'ultimo modello, top di gamma preso pagandolo a prezzo pieno! Se si sta un pò attenti, con la metà circa di quella cifra si riesce a portare a casa delle ottime scarpe ;-)P.S. la Pu.Ma Ten non costava neanche 5€, bensì 4, e la gara era ottimamente organizzata: omologata Fidal, con un bel tracciato misurato, certificato e ben segnalato, un ristoro super, delle buone premiazioni e la presenza del chip! Speriamo che la formula rimanga tale!!X Omar:purtroppo quando dici che oggi il mondo è dei furbi, hai ragione...E non solo nel mondo dello sport, ma più in generale è l'intera società che ha cambiato (in peggio...) la propria mentalità...Per quanto riguarda NY, non mi fraintendere, ognuno è giusto che decida di andare a correre dove gli pare, però mi fa specie, che qualsiasi persona che conosco che inizia a correre, dopo 2 settimane ha già come obiettivo NY.........

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  4. Si parla di scarpe da Running ed ecco qua il venditore Decathlon!Dal 2 gennaio iniziano i saldi e quindi potete risparmiare qualcosa (30-40%) sui modelli. La famosa scarpa da 150€, come ad esempio la Nimbus dell'Asics, scenderà intorno ai 100-110€. Metre quelle da 100€ scenderanno intorno ai 60-70€. Si riesce ad abbassare il prezzo così tanto durante i saldi perchè arrivano i modelli dell'anno nuovo e bisogna far spazio buttando fuori quelli vecchi. In molti casi il margine del prodotto (cioè quello che effettivamente si ricava togliendo il costo di acquisto, dell'affitto e degli stipendi) è quasi nullo. E' per questo che non si può tenere il prezzo basso durante tutto l'anno. Molti negozi, come Puma Sport e Koala riescono ugualente a tenere un prezzo leggermente inferiore al listino prezzi anche durante tutto l'anno senza però arrivare al valore che si ha durante i saldi se no lavorerebbero gratis.Va buona, ho detto troppe cose serie per oggi.Domani riprendo a correre dopo 2 giorni di stop!Ci si vede.

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  5. Beppe almeno per questo mi salvo, ho iniziato a correre nel 83 e ho deciso di andare a NY nel 1998 (per il 2008). E spero di ritornarci, (ma non per correre e in un altro periodo dell'anno).Per il Cross di Arcisate (24 gennaio) valevole per il campionato regionale di cross a squadre, iscrizione di 2 €, e tutto l'incasso da girare alla Fidal.... e noi speriamo nella generosità dei nostri sponsor....

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